fbpx
Home / News / Coronavirus: Secondo Cresme, nel 2020 il settore delle costruzioni italiane rischia di perdere 34 miliardi di investimenti

Coronavirus: Secondo Cresme, nel 2020 il settore delle costruzioni italiane rischia di perdere 34 miliardi di investimenti

Nel settore residenziale stimato un calo del 22,6% per le nuove costruzioni e del 23,5% per le ristrutturazioni

Le costruzioni italiane rischiano di vedere andare in fumo 34 miliardi di euro di investimenti nel 2020. È questo il risultato della stima condotta dagli analisti del CRESME sull’impatto settoriale dell’emergenza sanitaria.

Costruzioni: a rischio 34 miliardi di euro nel 2020

Prima dell’emergenza sanitaria, le costruzioni stavano attraversando una fase di crescita che andava consolidandosi. Le attese a fine 2019 erano infatti confortanti, con una crescita complessiva del +2,4% (che dava seguito al +3% dell’anno passato), trainata dall’attività nuova costruzione (specialmente in ambito infrastrutturale). Gli investimenti attesi nel 2020, valutati a valori 2019, erano quindi pari a circa 141 miliardi di euro.

Invece, vista l’attuale emergenza sanitaria, le stime del Cresme indicano, che ci si potrebbe fermare ad appena 107 miliardi di euro, con una perdita pari a 34 miliardi di euro. Confrontando i dati con il 2019 (138 miliardi), la caduta è quantificabile in 31 miliardi di euro.

L’impatto del coronavirus sull’attività edilizia

Al livello settoriale, l’impatto sull’attività edilizia coinvolgerebbe in egual misura sia il comparto residenziale sia quello non residenziale (pubblico e privato). Gli investimenti in nuove abitazioni potrebbero crollare di oltre un quinto rispetto al 2019 (-22,6%), mentre più pesante potrebbe essere il blocco dell’attività di ristrutturazione, quantificabile in un -23,5% della spesa.

Stime Cresme,  CRESME LAB Remote ThinkTank,  26 Marzo 2020

Il settore residenziale potrebbe quindi perdere, rispetto alle attese di inizio 2020, 3,9 miliardi di nuova costruzione e ben 13,2 miliardi di ristrutturazioni.

Situazione altrettanto negativa anche per il settore non residenziale, con un -23% per la nuova costruzione privata, un -27% per la nuova costruzione pubblica, un -30% per la riqualificazione in ambito privato e un -27% in ambito pubblico. Che equivalgono a 3,2 miliardi per il non residenziale nuovo privato (-1,3 miliardi per il pubblico) e 6,8 miliardi per la riqualificazione privata (-1,7 miliardi per quella pubblica).

Seppur di minore entità, potrebbe essere drammatico anche il dato sui minori investimenti in opere infrastrutturali, che crollerebbero del -12,6%, sia in ambito di nuova costruzione (-2,5 miliardi) , sia in ambito di manutenzione straordinaria (-1,9 miliardi).

Stime Cresme,  CRESME LAB Remote ThinkTank,  26 Marzo 2020

Parametri assunti per l’elaborazione delle stime

Il Cresme ha elaborato questi dati considerando una serie di parametri:
– la quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per le nuove costruzioni non di pubblica utilità;
– la quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per gli interventi di riqualificazione edilizia (salvo riparazioni improrogabili, considerando che nei mesi fra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi);
– la parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria (ad esclusione infrastrutture strategiche, edilizia sanitaria, ecc.);
– una ripartenza improntata alla cautela da giugno a ottobre.

E’ comunque doveroso precisare che si tratta di ipotesi che sicuramente saranno oggetto di revisione nelle prossime settimane, quando la situazione sarà maggiormente delineata.

Check Also

Impressionante frana in Norvegia trascina le case in mare

Un’imponente frana, lunga oltre 800 metri, si è verificata nella giornata di ieri (mercoledì 3 …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.