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Autostrade, dossier del ministero sulle gallerie italiane: “Duecento a rischio”. L’allarme del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici lanciato due mesi prima del crollo in Liguria


Autostrade, dossier del Mit: “200 gallerie italiane a rischio”. Almeno 105 gallerie in carico ad Aspi non sono conformi, a queste se ne aggiunge unʼaltra novantina gestita da altre società. Autostrade per lʼItalia: “Adeguamento degli impianti in corso nel 90% dei tunnel”

Da due mesi c’è una segnalazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, organo tecnico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) secondo cui ci sono 105 gallerie a rischio sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia più circa 90 sulle reti gestite da altre concessionarie.


Gallerie non a norma rispetto alle direttiva europee

All’interno del dossier si illustrano le problematiche dei tunnel, non a norma rispetto alle direttive europee, per pericolo di incidenti e crolli; assenza di impermeabilizzazione, sistemi di sicurezza, corsie di emergenza e vie di fuga, videosorveglianza, sensori di rilevamento dei fumi e sistemi di allarme antincendio, luci di guida in caso di evacuazione, stanze a tenuta stagna; assenza di un responsabile di riferimento in grado di monitorarle. Il tutto veniva segnalato due mesi prima del crollo di parte del soffitto della galleria Berté sull’A26, che per fortuna non ha causato vittime.

La lettera è stata acquisita nelle diverse indagini e perquisizioni compiute dalla Guardia di Finanza di Genova sui 43 morti del Ponte Morandi, sui falsi report dei viadotti “malati”, sulle barriere antirumore a rischio crollo, è finita agli atti dell’inchiesta sul cedimento in galleria. Fascicolo aperto dalla Procura, al momento affidato al pm Marcello Maresca, contro ignoti, ma con l’ipotesi di reato ben definita: crollo colposo. E la magistratura in questi giorni cerca di capire se le preoccupazioni lanciate dalla commissione permanente — all’interno del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si occupa di gallerie — siano state ascoltate o meno. O meglio, se abbiano avuto effetti. Soprattutto perché le concessionarie — in primis Autostrade — avrebbero dovuto mettersi in regola entro aprile scorso.

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda l’A6, gestita da Autostrada dei Fiori. Ha ceduto parte di intonaco della volta della galleria Ricchini, nel comune di Quiliano (Savona), sulla Torino-Savona. La galleria è rimasta chiusa in direzione del capoluogo piemontese ed è stata riaperta in mattinata dopo che i Vigili del Fuoco e la Polizia Stradale hanno rimosso i materiali caduti ed effettuato i rilievi. La A6 è la stessa autostrada dove, lo scorso 24 novembre, è crollato un pezzo di viadotto travolto da una frana.


L’elenco delle maggiori gallerie a rischio crolli

Dunque, l’esistenza di centinaia di gallerie non a norma era un fatto risaputo. Delle 105 infrastrutture a rischio gestite da Aspi, una decina si trovano tra Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna. Sulla famosa A26 ci sarebbero la Turchino e la Mottarone. E poi ancora la Coronata sulla A10, vicina al Ponte di Genova, sulla a A12 c’è la Veilino, la Monte Sperone e la Maddalena, sulla A7 la Genova-Milano Serravalle, la Monreale e la Monte Galletto, sulla A23 la Tarvisio, sulla A14 la Pedaso. E l’elenco è ancora lungo. Resta da capire se il dossier in questione sia stato stato ignorato oppure se i vari organi che l’hanno ricevuto si sono mossi per mettere in regola le gallerie. Intanto, Aspi ha precisato che l’adeguamento degli impianti nelle gallerie gestite da Autostrade per l’Italia è in corso nel 90% dei casi, mentre per il restante 10% sono state avviate le gare d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori.

Il dossier è soprattutto nuova benzina sulla polemica tra il Governo – M5S in testa – e la società Autostrade. Ancora oggi sono il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il viceministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, a ribadire che non c’è altra via se non la revoca delle concessioni. La concessionaria del gruppo Atlantia replica dicendo che l’adeguamento degli impianti nelle gallerie gestite da Aspi è in corso nel 90% dei casi (in alcuni già concluso), mentre per il restante 10% sono in corso le gare d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori. Aspi sottolinea che ad aprile 2019 aveva già comunicato al Mit l’elenco delle misure compensative adottate per adeguamento agli impianti delle gallerie appartenenti ai corridoi transeuropei. Afferma inoltre che gli interventi previsti dalla normativa Ue non riguardano la sicurezza strutturale della gallerie.

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