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In arrivo un monitoraggio digitale per ponti e viadotti

Proprio per cercare di trovare una soluzione immediata, di recente la Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera ha approvato la cosiddetta “Risoluzione 7-01218 Tullo”, dal nome del suo presentatore, il deputato Mario Tullo. Nel documento si impegna il Governo “a promuovere i tavoli tecnici in ambito regionale che coinvolgano gli enti territoriali interessati al fine di produrre entro un anno un sistema digitalizzato su base regionale, controllato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che raccolga i dati del censimento delle infrastrutture viarie sospese, quali ponti viadotti e cavalcavia, in particolare prevedendo che sia riportato l’anno di costruzione, la portata dell’infrastruttura, lo stato e lo storico degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”.

Una sistema di monitoraggio digitale utile per accorciare i tempi di intervento su quelle strutture con evidenti falle o addirittura in pericolo di crollo. Un sistema digitalizzato aggiornabile in ogni momento, in grado di permettere l’inserimento di informazioni “in tempo reale quali la possibilità di interventi emergenziali o programmati di manutenzione che riducano e temporaneamente la portata dell’infrastruttura, e consenta la consultazione e la condivisione delle medesime informazioni da parte degli enti territoriali e degli altri soggetti interessati”.

“Il ripetersi di questi tragici eventi – sottolinea l’onorevole Mario Tullo nel documento di presentazione della Risoluzione – è la dimostrazione che in materia autorizzativa si intrecciano competenze statali e locali che rendono poco chiara la normativa di riferimento e permettono trasporti sulle infrastrutture stradali ben al di sopra dei carichi di progetto e della loro resistenza”. Una Risoluzione importante anche perché, attualmente, sulla questione “autorizzazioni dei trasporti di veicoli eccezionali”, vi è un’eccessiva confusione, una tematica che ha creato non poche polemiche soprattutto sull’individuazione di responsabili e colpe per aver permesso il transito su strade piuttosto precarie e a rischio. Come ricorda Tullo, “attualmente sono gestite autonomamente dai vari enti competenti (l’ente proprietario o suo concessionario per le autostrade e le strade statali e dalle regioni, con facoltà di delega alle province, per la rimanente rete viaria; ogni provincia può a sua volta rilasciare l’autorizzazione sull’intero territorio regionale, previo nulla osta delle altre province), e non è previsto a norma di legge un archivio nazionale delle autorizzazioni, né un loro monitoraggio a livello centrale”.

Ecco perché nella Risoluzione si rammenta che “le attuali tecnologie renderebbero possibile un efficace sistema di controllo centralizzato delle istanze, anche considerato che allo stato attuale i comuni sono nella possibilità di utilizzare piattaforme digitali per la condivisione di dati a livello centrale”.

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