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Le foto acquisite tramite Google Earth hanno valore probatorio ai fini dell’accertamento degli abusivismi edilizi. Ma attenzione…

Nota a sentenza T.A.R. Sardegna – Cagliari, Sez. I, 8.10.2019, n. 779.

Il T.A.R. Sardegna – Cagliari è stato chiamato a pronunciarsi su un caso di abusivismo edilizio. In particolare, il ricorrente chiedeva ai giudici amministrativi l’annullamento dell’ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Pula con la quale si ordinava la l’abbattimento di un fabbricato, la rimessione in pristino dei manufatti ricadenti nella stessa area e il ripristino dello stato dei luoghi.

L’Amministrazione resistente aveva riscontrato l’illegittimità delle opere realizzate in quanto il ricorrente non era in possesso dei necessari titoli abilitativi, sostenendo che fossero decorsi più di anno tra la data di rilascio del titolo e l’inizio dei lavori.

Tale pronuncia risulta essere interessante per quanto attiene il valore probatorio che possono avere le foto acquisite da Google Earth, ovvero il software che genera immagini virtuali della Terra mediante l’utilizzo dei satelliti.

Infatti, il Comune di Pula, per provare quanto sostenuto ha fatto ricorso a diversa documentazione tra cui immagini acquisite mediante Google Earth.

Il ricorrente ne ha contestato il valore probatorio, in particolare sotto il profilo della mancanza di una data certa del rilevamento.

A tal proposito il T.A.R. ha ritenuto che “non si può non riconoscere il valore quantomeno indiziario della documentazione fotografica estratta da Google Earth (anche sulla data della rilevazione)”. Al tempo stesso, i giudici amministrativi evidenziano come tale documentazione ha valore probatorio se corroborata da “altri elementi. Invero, lo stesso T.A.R., con la pronuncia n. 54/2018, ha affermato che tali rilevamenti “non possono costituire, di per sé ed in assenza di più circostanziati elementi (…), documenti idonei allo scopo di indicare la data di realizzazione”.

Attualmente l’esecutività di tale pronuncia è stata sospesa con ordinanza cautelare del Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 5767 del 21.11.2019 su richiesta del ricorrente “vista la complessità della vicenda” che “impone una necessaria trattazione della causa nel merito” e “considerato che nelle more è corretto mantenere l’integrità della situazione di fatto”.

Sarà da vedere, quindi, se il Consiglio di Stato confermerà l’orientamento del T.A.R. Sardegna – Cagliari.

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